Wednesday, February 15, 2017

piccolo memento, quanto penso che bisognerebbe smontare un po' i piedistalli alle persone

la prima ragazza cui mi sono dichiarato di chiamava nicoletta.
cioè, intendiamoci, non è stata una dichiarazione nel senso stretto del termine. diciamo che glielo feci sapere. latore del mio messaggio da innamorato fu orazio, un mio compagno di classe. me l'avevano messo vicino di banco perché ritenevano potesse essergli utile. situazione scolastica complicata. era simpaticamente un rompicoglioni ueueeueesco, orazio. devo averglielo confessato - per la prossemica obbligata - che mi piaceva nicoletta. e organizzammo acciocché fosse lui a farglielo sapere.

io non avevo naturalmente il coraggio.
dopo che orazio glielo fece sapere lei tergiversò, doveva pensarci, riferì. quindi ci avrebbe detto lei: non so se ad orazio o direttamente a me. io mi sentii però da subito libero da un peso. e soprattutto  autorizzato ad osservarla con gli occhi a forma di cuore. rincoglionito ed inebetito, verosimilmente. lei mi sgamò un paio di volte. la prima forse provò financo piacere. la seconda percepii distinto di aver pisciato fuori dalla tazza del vaso. si indispettì, intimidita probabile, dal mio sguardo da pesce lesso innamorato. da lì a pochi minuti disse ad orazio che non se ne faceva nulla. il primo due di picche per interposto compagno di classe simpaticamente rompicoglioni e ueueueuesco. naturalmente piansi lagrime amare, da lì a poco, a casa: tutto smetteva di avere senso, e non avrei più amato nessuno come lei.

la dichiarazione vestigiale per vergognante timidezza.
caricare di ossessione la potenziale storia.
il due di picche [con annessa fine della mia esistenza da innamorato].
tripletta.
roba che era già in voga allora. come se me le portassi geneticamente dentro. e di rimbalzo in rimbalzo - non nel senso specifico del due di picche - fino a tutte le difficoltà, le nevrosi, le complicazioni che sconto ancora oggi. invero anche se negli ultimi tempi un po' di tutto ciò è stato smontato. d'altro canto coi soldi che già dato ad odg. il fatto è che da smontare c'è tanta di quella roba che levete.

vabbhè.

mi è sovvenuta nicoletta sotto la doccia. e non per quello che onanisticamente si potrebbe pensare. mi è sovvenuta nicoletta perché allora lei era innamorata, mi dissero poco dopo, di un suo compagno di classe. invero con la faccia un po' da pirla, pensavo. però nicoletta era persa dietro costui. in realtà poi c'era una sorta di classifica delle persone che le piacevano, come per molte sue compagne del resto. ed era un ranking dinamico, nel senso che uno saliva o scendeva a seconda dell'evoluzione del ciclo degli zuccheri ed ormoni che già regolava la ciclotimia di quelle femmine, anche a quell'età. alla cima di quel ranking c'era pur sempre quello con la faccia da pirla. e, udite udite, in quel ranking c'ero pure io. a dirla tutta ero messo piuttosto male dopo il due di picche, però mi capitò di risalirci. ricordo che una volta a diretta domanda
- ma a nicoletta piace di più questo tizio o io me medesimo?
- no, mi ha detto che adesso tu le piaci più di costui.
- allora guadagno posizioni.
- sì, anche se ce ne sono ancora un bel po' davanti.
poi qualche giorno dopo.
- comunque mi ha detto nicoletta che adesso le piaci più anche di quest'altro.
- accidenti, le piaccio sempre di più, allora.
- certo, e se arrivi a piacerle più di [biiiippp], allora significa che il suo cuore sarà tuo [il [biiiip] è per censurare il nome di faccia-da-pirla, e dubito che ci si riferisse in maniera corretta al pronome femminile in -le, piuttosto sbagliavamo usando il -gli]

sotto la doccia mi è sovvenuto questo ricordo del ranking. perché in fondo lo sto usando al contrario. o quanto meno in maniera instrinsecamente denstruens. perché mi sta capitando di riconsiderare la considerazione verso talune persone, tipicamente abbattendole un po' dal piedistallo in cui le avevo piazzate. e poiché piazzare persone sul piedistallo è una nevrosi in cui mi sono esercitato con vigore e convinzione, almeno fino a un po' di tempo fa, in fondo la maniera instrinsecamente destruens è qualcosa che diventa ontologicamente construens. quanto meno per me. forse meno per l'ego delle persone de-piedistallizzate. anche se è probabile non verranno mai a saperlo.

ecco. sto considerando il ridimensionamento del piedistallo di uno che stava abbastanza piedistallizzato, per una serie di coincidenze e di fraintendimenti. ora sono un po' più assertivo, se non anche a tratti meta-incazzato, sicuramente più critico. poi il resto vien un po' da sé. considerando che la stima che prima sembrava esser nata come incondizionata si può anche ri-pensare, pur rimanendo magari alta. senza strepitii. ma pensando che qualche cazzata più del previsto passa in quella testolina. e che forse il modo di raffrontarsi non è sempre e necessariamente encomiabile.

forse è la frequentazione più assidua.
forse è che sono più sul pezzo io.
forse i piedistalli non hanno proprio ragione di esistere. quindi neanche il suo. poi vabbhé, quando si cade dal piedistallo, il rumore può esser robodante. ma poi passa, intanto si è mosso il ranking dei piedistalli. chi lo sa a chi tocca un livello sopra?

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