Sunday, November 13, 2016

sandddeibblluuus end supersaiszmuuun

il feisbuch mi ha ricordato che ci sta la supersized mood. era dal - boh - 1940eunpezzo che non era così vicina. per altre decadi non accadrà più.
chissà dove sarò, per quelle decadi a venire.
non mi stupirei se anche per allora non incrociassi delle belle infilate di giornate in cui tutto sembra non infilarsi.
tipo questa.
con questa domanda di questa nuova, per quanto già esperita sensazione.
roba che non è nemmeno sunday blues, ma qualcosa d'oltre. un sottile senso di nausea pre-ansiogena. il ticchettare dei minuti che mi separano dal lunedì mattina, e da quando uscirò da quella fottutissima fermata della metro lillà. e terrò lo sguardo basso, giusto per non vedermi inghiottire da quel palazzo acciaio-vetro-cartongesso.
il ticchettiio che riverbera attorno ai seni così doloranti ormai da giorni, senza troppa soluzione di continuità. e quel mal di testa sottilmente assillante. sul bordo di sentirlo non appena ci si distae. le giunture delle scapole [al netto dell'imprecisione del termine] scriocchiolanti. le fasce muscolari del petto indolenzite.
è domenica sera.
ho consumato i miei riti per esorcizzare l'ineluttabilità della sveglia del lunedì mattina. per mesi et mesi li ho eseguiti. con la consapevolezza non dovessero più esorcizzare poi 'sto granché. ma questo novembre, questo periodo, questi giorni sembrano altresì battersene di quei riti. [che poi sarebbero pizza fatta da me, birra, ed una puntata di una qualche serie da guardare sul monitor grande dell'altro piccccì. i primissimi bocconi, quando è calda e croccante sono lo stimolo al gusto di quella che chiamavo - impropriamente - sinestesia. fatto sta che è buonissima].
ma i riti, in fondo, bloccano e portano alle coazioni a ripetere. [d'altro canto, sono nevrotico].
è il caso cominci a pensare di andare un po' oltre. anche se forse non sarà così immediata l'azione [d'altro canto, sono nevrotico].

ora pubblico, senza rileggere. così vado a dormire il prima possibile. e almeno non ci penso più. magari un po' di sonno in più lenirà il dolore sottile alla testa.
e a quel punto non resta che aspettare la telefonata dell'amico luca. quella dela svangatia del lunedì.

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