Thursday, October 13, 2016

il giullare che fa knock-knock on heaven's door

asserire che conosco bene il giullare tanto più il menestrello sarebbe cosa poco onesta. un po' mi spiace e me ne faccio un piccolo cruccio. mica per altro: con tutto il tutto che hanno scritto o fatto meriterebbero ben altra canoscenza.

ma la mia ignoranza è sconfinata.

però. però. però.

oggi è stata una giornata dalle emozioni decisamente contrastanti. stamani, che se ne fosse andato il darione, è la prima cosa che ho letto. alla radio stavano già riverberando le prime emozioni: quello che fo è stato per radiopopolare credo di non averlo ancora circoscritto del tutto. hanno osservato che se n'era andato il giorno in cui avrebbero il nobel per la letteratura. quel nobel che lui aveva vinto. probabilmente ho abbozzato il pensiero che un nome sui generis, inaspettato, sarebbe stato una coincidenza per celebrare anche il giullare. probabilmente ho cominciato ad allineare le sinapsi per dar principio ad un pre-pensiero che sarebbe stato un coup de théâtre geniale, per un genio che se ne andava, se fosse toccato al robert zimmerman più famoso che esiste. deve esser rimasto al di qua del conscio. quindi non lo posso razionalizzare. ma mi voglio convincere che sia stato financo così.

dario fo è immenso. tanto che ripensare a quello che è stato anche per milano, e per un mood di gente che a milano e intorno vive, e si sente in quel mood, pare quasi cosa provinciale. roba che sarebbe una specie di torto claustrofobico. però in qualche modo mi son sentito avvolto in una specie di abbraccio moodico per vicinanza a quel mood. credo che fosse l'emozione che usciva dalla radio, che ascoltavo con un'auricolare mentre spulciavo la posta e provavo a ri-tuffarmi nella banalità di quel lavoro moderatamente immmmierda. e dar un senso al senso di alterità che vivevo nel trovarmi in quel posto, circondato da quei bravi nerds evoluti. tutta gente se va bene per bene, neh? ma che ho sentito lontani come non mai come questa mattina. ed io nel posto sbagliato. come se l'immensità di quel giullare [che sta raccontando del giullare francesco, in questo momento alla tivvvvvù] mi avesse fatto risuonare quegli anfratti che sento vivi dentro, e tittillanti, e che suggestionano come eco lontane. a volte lontane, a volte un poco meno. mentre devo stare in quel lavoro immmmmierda per poter fatturare. situazioni strane insomma. di commossa alterità.

poi ho dovuto un po' infilarmi in questa giornata. seppure con più alterità del solito.

e poi sono tornato dalla pausa pranzo. dopo aver osservavo con ancora più straniamento tutti i commensali.

e ho letto di bob.

le sinapsi delle mattina che avevano cominciato allinearsi per il pre-pensiero di cui sopra sono rimaste un po' spiazzate. e si sono emozionate, arrossendo come stavo facendo io in quel momento. leggevo e mi pareva una cosa da non crederci, e nello stesso momento mi sembrava la cosa più ovvia. come sdoppiato. e l'ho sentita tutta quella specie di reazione. sdoppiata, come quando viene un abbozzo di pelle d'oca e nel frattempo avvampa un colpo di caldo. devo aver buttato lì il cianciar di qualcosa con la voce un po' strozzata. un collega, lì accanto, non so come, deve essersene accorto: mi sembri che 'sta cosa ti abbia colpito - ha detto. non sono riuscito a replicare immediatamente.

quando fo vinse il nobel avevo appena iniziato il servizio civile. e proprio allora lessi che se la reale accademia di svezia era riuscita a far una scelta così sui generis, allora si poteva pensare che anche bob dylan lo si potesse premiare. ero un giovincello [peraltro pieno ancora di belle speranze. anche quello di essere riverberato da un po' di anfratti che sapevo di avere, ma di cui mi ero preso cura fino ad un certo punto. pensavo di avere un sacco di tempo e che si poteva fare tutto assieme. che ingenuo baganetto ero]. ora sono un po' più cresciuto. osservo desolato le lande tanto, troppo dimesse delle misere messi raccolte nei vari ambiti. ogni tanto gli anfratti risuonano. mentre continuo in questo lavoro immmmmmierda e mi sento financo poco utile.

però. però. però.

l'hanno proprio preparate bene la sceneggiatura di questa giornata. se c'è qualcosa lassù in alto bisognerebbe farle i complimenti  [farle, perché deve essere necessariamente maschio?]. il giullare che fa knock-knock on heaven's door.
[poi non esiste nessuno lassù in alto. ma per un momento, in questo momento, fa quasi bene e così levità pensarlo - lieve come continuare ad ascoltarlo in tivvvvù, in sottofondo raccontare del giullare francesco. o certe melodie delle canzoni del menestrello].

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