Wednesday, July 6, 2016

ri-post-ri-genetliaco-omaresco

in effetti è il secondo post-genetliaco consecutivo per l'amico omar. non che accada spesso. oddddddio, non che conti qualcosa al di fuori di questo blogghettino, anzi, tutt'altro. però qui dentro sì. ed in effetti post-genetliaci consecutivi li ho scritti solo per l'amica viburna. per motivi - e dettagli - che in questo momento da genetliaco omaresco c'entrano fino ad un certo punto.

perché, appunto, è dell'amico omar e del suo genetliaco.

scrivo il post, un po' anche perché vuol essere il mio personalissimo ed effimerissimo presente. personale ed effimero come può essere un abbraccio. quindi fate un po' voi. e poi domani farò finta di non cacarmelo molto il suo genetliaco. e poi - solipsista che sono - farò il mio piccolo e personalissimo coup de théâtre e comparirò quando oramai probabilmente non se lo aspetta. e probabilmente avrà sopito anche un po' di delusione per il fatto l'abbia cacato poco, il suo genetliaco [parentesi di tenzone con l'autostima: la delusione sarà piccola, non conto un cazzo per lui] [però poi l'autostima si prende un po' di quel che le compete: la delusione forse sarà mista a meraviglia e non sarà piccolapiccola, perché in fondo un po', cazzo, conto per lui] [fine delle parentesi]. in realtà il coup de théâtre è un po' imposto. perché devo incastrare impegni. che son radi, ma poi arrivano assieme. e quindi provo a girar il tutto acciocché possa contribuire pure io, alla felicità condivisa per il suo genetliaco.

comunque. l'amico omar.

mi è sovvenuto in queste settimane di come, a suo modo, sia importante là dentro. dove noi si lavora più o meno assieme, dico. come scrissi l'anno scorso non propriamente colleghi. non foss'altro per la scala gerarchica che colà ci divide. a partire dal colore del cordoncino. e non foss'altro per le prospettive che intuiamo là dentro. come l'anno scorso, quindi. ma anche piuttosto diversamente. non foss'altro per come mi senta meno sperduto e molto più sul pezzo. per quanto col desiderio di volermene andare, prima o poi [più prima che poi] magari a far qualcosa per cui mi senta quel poco più soddisfatto, o utile. l'amico omar, là dentro [mi] è importante. anche per il fatto di poter passare alla sua mutevole postazione lavorativa, e con un cenno salutarsi ed intendere che si è lì anche quel giorno, per poi raggiungere la mia, di mutevole postazione lavorativa. come se mi sentissi un poco meno straniero. non foss'altro per il fatto che è quello che - là dentro - mi conosce meglio di tutti. e sa di tutto quello che un sacco di altra gente non riuscirebbe o se ne fotterebbe di capire. che poi è quello che rivendico con più prezioso proud. certo, certo, in tutti questi mesi qualcun altro ha pure intuito, per sensibilità e affinità simili. ma l'amico omar è quello che è arrivato prima, e c'era già prima. una sorta di diritto di primogenitura. e comprende tanto, senza necessariamente approvare tutto. ci vuole intelligenza, tanta intelligenza per questo.

me ne sono accorto per sintesi sottrattiva. quando alla fine di maggio era un po' più lontano. molto in tensione per il suo "passatore". probabilmente in concentrazione per quella sua di prova, importante, pure troppo. si è fatto un po' spigoloso, meno empatico. e mi son trovato un poco spaesato. come se quel cenno, di mattina, prima di arrivare alla reciproca mutevole postazione lavorativa fosse meno rinfrancante. e non è stato piacevolissimo.

poi il suo "passatore" l'ha fatto. ed ha vinto la sua personalissima sfida. roba che il proud ti avviluppa e ti regala sinapsi nuove e in ottimo smalto. roba che poi da lì è tutta discesa. il suo oggetto transazional-esistenziale da cullarsi, una volta tagliato il traguardo, e magari da cominciare a goderselo già da prima. quando ha intuito, ad un certo punto, che ce l'avrebbe fatta, con l'arrivo che si avvicinava come una dolce, soave, rasserenante, totalizzante, commovente, appagante plaga in cui lasciar cullare la propria soddisfazione, ed il suo proud.

non so. è un post genetliaco un po' strano. forse financo lamentoso. però è venuto così. ho quasi parlato più di me - solipsista che sono - che di lui. anche se, a pensarci bene, il bene che si vuole ad una persona - e da cui dovrebbero discendere i post genetliaci, tra l'altro - è anche il riverbero che l'altra persona ha dentro di te. date le circostanze e le contingenze.

ecco. le contingenze prevedono che ancora per un po' avrò il piacere di sollevar il cenno all'amico omar, prima di raggiungere la mutevole postazione lavorativa. e quindi sarà come iniziar la giornata, là dentro, un meno spaesato. con la piccola sicurezza che c'è qualcuno che sa. come non volergli bene e esprimere il proprio grazie postico-genetliaticante?

tanti auguri amico omar. ovviamente non potevo non cacarmi il tuo genetliaco.

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