Monday, February 1, 2016

faaaaaacccckkkkooffff, vvvuinter [giù la maschera, febbraio, non velarti che sei più luccicante di quel che sembra]

peraltro io non sottovaluterei la capacità che ha febbraio di cominciare a svernare. non si parla, necessariamente di temperature, che può portare ancora a dei cazzo di gran freddi. ed in fondo, con la mitezza di questo di inverno, non ci sarebbe da lamentarsi più di tanto: tutt'altro.

no. no. dico in termini di riconquista della luce. è che ormai si è fuori dal nodo gordiano del solstizio, che poi significa sole fermo. e quindi i nodi di albe e tramonti cincischiano attorno a quel minimo, e poi mica si prendono tutta 'sta briga di spostarsi ad allungare la giornata: che è sempre una questione di luce che manca.

poi, quasi di colpo, i tramonti si spostano verso nord. certo, certo: si comincia dalla metà di gennaio in poi, e chi vuol negare l'evidenza. però sono questi i giorni dove l'effetto comincia a consolidarsi, dove la percezione si fa più netta e sarà così di qui in avanti.

ed è questa specie di soddisfazione, un po' vestigiale e un po' no. senza clamori o cose roboanti. è cominciar ad assaporar le cose che cominciano a venire, tipo l'antivigilia del dì di festa, ad essere un po' scontatamente leopardiani. un po' la saggezza, o semplicemente il riconoscere un pattern che si è già visto, e quindi sai che torna. o forse il sapersi cominciar ad accontentar delle piccole cose, che poi sai che vengono. oppure, a vederla col lato destruens, di essere talmente alla frutta che ci si attacca anche a questi virgulti. o forse, tanto per cambiare, un po' tutto questo messo assieme.

però, a farci caso, son questi i giorni dove comincia veramente a far scuro un po' più tardi. e lo si sente vibrar sulla pelle. lo si percepisce nel baluginio che ti si scatena dentro, colpiti da più fotoni fuori. e vien da dire - senza nessuna questione personale, ci mancherebbe - fuck-off winter [ce l'abbiamo fatta anche quest'anno].

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