Monday, June 22, 2015

post banale sui solstizi

ecco. tutti a far gli splendidi quando arriva il solstizio d'inverno. che le giornate ricominciano ad allungarsi. e che l'inverno comincerà a far un po' meno impressione. che la luce del giorno riconquista terreno sul buio della notte. e per sei mesi ci sarà il gradiente verso l'alto.

e tutte 'ste cose qua.

poi arriva il solstizio d'estate. e stonehenge che azzecca l'infilata del sole che sorge [sfiga per lui se quella mattina fa bruma, o piove che diolamanda]. e tutte le danze del sole. e le feste che la notte più corta. e chiaro fino alle 22.00.

e tutte 'ste cose qua.

però, cazzo, il 22 è già più corto. ed il gradiente va a diminuire. e che sarà così per i prossimi sei mesi. che sei mesi sono roba da curvatura dello spazio tempo. futuro anteriore [anche se, mi hanno fatto notare, 'sta cosa del futuro anteriore è una minchiata imprecica]. roba di cui si fa fatica ad avere contezza. però poi tanto arriva. probabilmente ancora a chiedersi che sarà da lì a sei mesi. ed intanto la notte ricomincerà a rosicchiare minuti su minuti al giorno. e l'incupimento. e il freddo. e la mancanza di luce che ci mancherà via via.

e tutte 'ste cose qua.

cazzo. il sunto esistenziale è un po' questo. arriva l'estate. e si pensa già come sarà duro l'inverno che tecnicamente comincia ad arrivare.

quando si dice: esser sul pezzo [desincronizzati].

almeno è abbastanza probabile che ci siano sei mesi di fattura, in mezzo. [e non è che son diventato venale. è che tutto 'sto gran culo che mi sto facendo, quanto meno, che qualche risultato lo porti. oltre la malmostonaggine [tanto quella c'è sempre, sprizzata in su, sprizzata in giù. e poi è a gratisssse]].


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