Friday, May 8, 2015

mirtillogirl, le lisergie, ed un possibile che tanto so non è mica quello

la mia amica laeta è molto innamorata.

che poi nello smartfòn è mirtillo. è una di coloro che sono sopravvisuti a tre blogghe. non foss'altro che si vive all'interno della mezz'ora di metropolitana. e quindi 'sta cosa qui aiuta. mirtillo, appunto, perché qualche blogggghe fa era mirtillogirl, tutto piuttosto lilla. e quindi lei per me, anzi lei per la mia rubrica smartfonistica, è rimasta con quel nomignolo, il nicche che è molto intimo e personale.

mirtillo, l'amica laeta, è una ragazza per cui, razionalmente, io avrei dovuto/potuto perder la testa. però la testa non la si perde, razionalmente. e difatti non l'ho persa. non che non mi sia posto la questione, neh? cioè: una donna che esteticamente trovo così interessante, intelligente, ironica, capace, quanto meno mi pareva sensato verificare, che ne so, uscirci ogni tanto, e provar a sentire le eventuali farfalle nello stomaco. una sera, addirittura, le ho offerto una cena. addirittura perché è capitato nel plumbeo dello scorso anno, con le finanze completamente azzerate, quando misuravo ogni spesa. quella sera mi diedero peraltro per disperso e, per non so per quale intuizione immaginifica, perso in un improbabile coma etilico. mentre mi ero concesso un solo calice, durante la cena alla focacceria san francesco, però quella di milano. e quindi a vedere "dallas buyers club". dove, tra le altre cose, mi lasciai andar uno sguardo lascivamente curioso mentre lei si stirava sulla poltrona, poco prima l'inizio del film. inarcando il petto, e quello che svettava dal petto.

però, insomma, nulla di razionalmente declinabile alla fase lisergica e/o sentimentale. da un parte mi pareva un peccato: perché è tutto tranne che una donna qualunque. da una parte, intuivo la nevrotica necessità, che forse non lo era nemmeno più. o quanto meno non così pericolosa,  in quanto riconosciuta la parte nevrotica di quella necessità.

il fatto è che da lì a poco l'amica laeta ha incontrato lei qualcuno di così speciale. tecnicamente sono stato molto felice per lei. perché in fondo se lo meritava eccome. cosa che ho pensato ogni volta che ha ribadito, con garbo e senza banalità, la garrulità della situazione di innamorata.

ho la sensazione sia in piena fase lisergica. quando l'innamoramento è meglio dell'elllesssdddì. non c'è giudizio - efffffigurarsi - né tanto meno invidia. al limite, ancora, garrulità per lei. d'altro canto è una bellissima invenzione dell'evoluzione o della natura. e pare funzionare così bene che sono svariate diecine e diecine di secoli che ci si propaga la specie in quel modo. e per quanto ne parli con solo approccio razionale, perché io non so mica quanto ne sono stato autenticamente coinvolto. nel senso che mi innamoravo, ma di coloro che non lo erano di me. quindi facevo tutto molto in solitaria [tranne le pippe, ovvio, per quelle mica si pensava all'innamorata di turno].


quello che ho attaccato in fondo al ragionamento è se ormai con la sequela di innamoramenti mancati [miGlioni di anni fa] e spiegazione razionalista della lisergia innamoramentale, in fondo, non mi sia come mitridatizzato. oppure non stia scatenando un'altra volta una sorta di sindrome autoimmune. nel senso che mi pare così [gioiosamente, per gli altri] evidente che mi susciti una sorta di scettico sospetto. come se nel volgere delle cose che ormai siamo al "primo, manteniamoci vivi, possibilmente fatturando che bisogna ricominciare", non mi aspetti ormai granché. e quindi si rimanga fermi al primo, manteniamoci vivi. e che la storia dell'innamoramento, della lisergia conseguente, del diommmmiocomelaamo, mi sembri ex-ante una specie di trappola in cui tanto so non cascherò. perché nemmeno quello mi voglio/posso concedere più di fare. e quindi non sarà di certo una donna, a dar la scossa alla mia vita consulenziale. un desiderio che ha le polveri bagnate, stantie, roba che fa pufff... una nuvoletta di odore acre, che è già finito l'effetto.

poi l'amica laeta, visto che almeno sognar per gli altri è meno pericoloso, che se ne esca solo un poco da questa fase. e che si dopaminizzi costantemente, rinnovandeselo giorno dopo giorno. è una donna codina della gaussiana. se lo merita eccome. e probabilmente ne è anche capace.

lei, almeno, sì.

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