Sunday, March 8, 2015

anche io [e perché] festeggio le donne

la scrivo tranchant.

vi è bisogno della festa delle donne, perché costoro sono [mediamente] superiori agli uomini. e l'uomo di questo, intimamente, ha consapevolezza, e ne rimane frustrato. e come [mediamente] accade, i frustrati reagiscono in maniera scomposta. ed ecco le millemila forme di maschilismo. via via su fino ad incancrenire le forme di discriminazione di genere: fino a farne un paradigma nella testa microcefala di troppi, anche di donne. e quindi vi è bisogno della festa della donna.

è un po' tranchant, occhei, lo capisco pur io che sono uomo.

però fatico a non vederci un [maschilentissimo] fil rouge tra l'oggettiva ed anatomica vigoria fisica maschile, utile quando si stava nelle caverne, fino alla presa di coscienza - inconsapevole - di uno stato di minorità verso un sacco di altre istanze, che poco hanno a che vedere con l'elemento testosteronico. quando si cacciava era utile avere fibre muscolari più robuste. di più: con l'idea di guerra come elemento necessario e connaturato all'uomo. però con l'evoluzione dell'intelligenza collettiva ci si scopre necessariamente con un bisogno di "raffinatezza" sempre maggiore: perché il testosterone e basta comincia mostrar i limiti per l'evoluzione dell'umanità. accorgersi - inconsciamente - di essere quelli meno raffinati produce delle distonie interiori mica da ridere.

a volerci trovare un qualche nesso causale forse neurologico, o da quelle parti, credo che in qualche maniera sia la predisposizione all'esperienza della maternità. e la necessità di comunicare in qualche maniera con la creatura, che codifica in maniera fuori dal verbale. l'intuizione, la capacità di cogliere quante più sollecitazioni, l'empatia: tutti strumenti funzionali all'accudimento della prole. si sono poi raffinati coi millenni. ed in un contesto via via più articolato, dove queste istanze diventano sempre più precipue, col cazzo che basta uscire il testosterone maschiolattttrino. solo che quando te ne accorgi - da maschio-uomo - e ti rendi conto che sei bbbbuono ad brandire giusto quello, qualche elemento di esagitazione si rischia di generarlo. e da decaduto dello scettro che afffanculo l'alpha-dominanza le reazioni sono imprevedibili.

me ne sto accorgendo proprio nel nuovo contesto lavorativo. dove elementi di cripto-maschilismo se ne escono con una disarmante frequenza. ed a me paiono, con irridente ovvietà, casi di - appunto - frustrazione.

lo asserisco con la supponenza di maschio, ma con un'elevata componente femminile. cosa che probabilmente mi tiene appena sopra la linea di galleggiamento. cosa che probabilmente è la mia [faticosissima] salvezza. però una certa forma di [asserita] minorità l'ho sempre vissuta. e non solo per la mia scarsa autostima. ma anche per l'imbarazzo verso una qualche forma di "autorità", o elemento con una qualche forma di superiorità. per questo per anni le ho viste - le donne - come un'enigma irraggiungibile e misterioso. e forse è anche per questo che le ho raggiunte - anche carnalmente - molto, molto, molto tardi. e tutto quello che non potevo raggiungere veniva sublimato, e mitizzato. anche giusto per alimentare il senso di minorità e via circoloviziosamente discorrendo. frustrato per frustrato, non ho rivolto verso l'esterno lo sfregolio di quella inconsapevole consapevolezza. ma più o meno verso di me, punendomi.

per superiorità e minorità ciancio di cose mediamente verificate. esistono gazzilioni di donne stupide. anche se contino a pensare che i corrispondenti gazzilioni di uomini lo siano applicandosi di più. è provato come le donne delinquano meno degli uomini, tanto meno nei crimini violenti: evidentemente il testosterone non aiuta. sarebbe interessante verificare, a parità di contesti e di sollecitazioni, quanto le donne siano così inferiori nell'intelligenza logico-matematica: come si vuol far [consolatoriamente] credere. credo sia acclarato quanto invece ci siano [mediamente] più avanti per quel che riguarda l'intelligenza relazionale-emotiva.

per fortuna che quest'ultima si può imparare, coltivandola. cosa che [verosimilmente] mi sto facendo il gran culo di ampliare. che da uomo è ancora più complicato. e più di migliora più ci si rende conto delle reazioni frustrate maschiliste. e per questo [mi] danno ancora più fastidio.

tutto questo si incrocia, fino ad certo punto, con il distinguo di un sacco di donne che non vogliono festeggiarlo. per i motivi più disparati, ma che forse collassano in pochi. lo so benissimo che non bisognerebbe festeggiare una volta all'anno, ma dovrebbe essere così tutto l'anno. che la parità è ben lunga da venire. e poi tutti i distinguo dal volersene affrancare rispettabili, anche solo per acquistare quella realizzazione puntuale, nonostante la difficoltà dell'essere donna in determinati contesti.

mi limito a guardare il gradiente. assieme al constatare che un qualche cosa che va in una direzione giusta è sempre meglio che qualcosa che tende e fossilizzarsi in un posto ingiusto.
mi limito a ricordare che festeggiare oggi non è prendere atto di una realtà, per chiuderla qui, giusto col contentino di ragionamenti e mimose un giorno all'anno.
mi limito a voler guardare con rispetto, ammirazione, quell'universo che non capirò mai del tutto [e per fortuna]. lo faccio con una forma di intima incoerenza, che non posso acclarare del tutto qui. è materiale per odg, o qualche amica veramente molto fidata: che non giudicherebbe.

sono diventato con gli anni molto selettivo. anche solo per la consapevolezza di aver tutto il diritto ed il merito di poterlo essere. quando a valle del filtro personalissimo mi stupisce un uomo è sempre qualcosa di grandi festeggiamenti, nella sobrietà dell'intimità. quando mi stupisce una donna fa un effetto ancor più psichedelico. dev'essere per la mia componente femminile elevata.

 e se fanno [mediamente] fatica a parcheggiare, o girano [mediamente] le mappe stradali è solo una consolazione per coloro che sanno fare una cosa solamente alla volta.
quindi pari e patta, ma avanti assieme.

 
quella di sinistra è matreme, che stamani ha portato un rametto di mimosa alle bimbe del catechismo.
comincia ad educarle da piccole.

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