Saturday, September 6, 2014

homo artigianicus, stocazzo

anche in quest'estate ho dato. la compulsione di tipo artiginale, intendo.

un paio d'anni fa ho eradicato, derovizzato, sfoltito, tagliato, hard-gardenizzato. estate molto calda, e per certi aspetti bollente. sono in parte un po' rinato, mentre riducevo l'entropia di quella cosa fuori casa-hometown che non è più giardino, ma non ancora compiutamente bosco. [che poi il giardino che va per i cazzi suoi è sempre l'esempio che si fa per raccontare dell'entropia che aumenta, come enunciato dal secondo teorema della termodinamica. io, tecnicamente la riducevo. ovviamente il conto globale entropico era il cazzo di calore corporeo che mi squagliava sudoriferamente. che [mi] faceva un po' maschio che ha da puzzà. però, visto che l'epos maschile dovevo ricostruire, tra l'altro, tutto faceva gioco]. cane, da poco giunto, sempre accanto, a volte pure troppo col timore di zappare pezzi di terra e radici, unicamente a una qualche parte sua. e grandissime psicopippe e musica mentre mi occupavo di quello. psicopippe poi riportate in appositi post.

lo scorso anno ho tinteggiato. solo che il lavoro ha cominciato a non essere più solo stanchevolissimo rilassamento endorfinico, come l'estate precedente. ma l'ossessione di far la cosa originale, e financo curato nel dettaglio. a partire dall'accoppiata glicine-albicocca, con tanto di filetti a bordare il lato colorato. faceva, sì, meno caldo. ho lavorato su porzioni grandi, molto più grandi di quel che immaginavo. ho sottodimensionato lo sforzo necessario. mi son trovato solo e solo l'ho svangata. solo con la forza dei nervi. anche se risaputo che i nervi non hanno forza da soli [dai, quasi ne vien fuori un chiasmo interessante]. l'ho svangata nonostante la perfezione, nemica del buono, si è ben guardata di far capo dentro la casa-hometown. l'ho svangata colla certezza l'occhio mi sarebbe caduto inevitabilmente lì, dove il difettuccio si era pittorescamente manifestato. cosa che non è mai verificata, peraltro. cane, ingrassato, sempre accanto con un paio di baffi di vernice sul muso. tanta musica, iniziando sempre con una canzone precisa. qualche psicopippa, soprattutto meno ficcante - pensavo - per quanto finita sugli appositi post.

quest'anno ho costruito un muretto, sul piatto doccia. sono stato amichevolmente irretito avrei potuto farlo io. e che ce vo. "usa il gas-beton, vien su facile". "poi metti le piastrelle, avranno mica la scienza infusa i piastrellisti". "potresti farlo con questa geometria". dal punto di vista entropico avrei contribuito, ovvio. con le scintille che ogni tanto si verificavano nella prima parte di de-piastrellamento dell'esistente, quando sai che data la prima botta con la punta del mazzotto devi arrivare alla fine, con le piastrelle fugate e lo sporco dello stuco in eccesso lavato via. oltre che con la sorpresa di matreme - è il suo bagno, quello - al ritorno dal mare. alla paraculaggine a chiedere gli attrezzi un po' a chiunque. a tutto il karma che ho scomodato. è un'estate quasi fredda. di un anno tossicchiante di soddisfazioni e di speranze. ho fatto una cosa dentro la casa-hometown. uno sforzo in un metro quadro, contornato da piastrelle rosso-marrone-mattone, molto primi anni '80 a contornarmi. in mezzo alla polvere, a far quello che mai avrei immaginato: livella, colla per il calcestruzzo cellulare [volgarmente, appunto, detto gas-beton], piastrelle, misure, fresa grande, fresa piccola, amico incasinato che mi irretisce che posso farlo e e poi fa - sacrosantemente - i cazzi suoi ed io rimago col pisello un po' in mano, ma per fortuna continua a prestarmi attrezzi, macchina per tagliar piastrelle che ho cercato sul sito del produttore come cazzdo funziona, video per capire come far quello e quella operazione, prime piastrelle posate e quasi imbarzottito dal fatto fosse caduto un po' di sporco, ultime piastrelle posate dalle forme e dimensioni baroccheggianti e manate e ditteggiature di colla ovunque. è stato faticosissimo, lunghissimo, stressantissimo: volevo finire acciocché matreme entrasse nel suo bagno e trovasse quello che voleva fare e che non pensava avrebbe trovato, ma ci avrebbe pensato un muratore, dopo che il primo ci ha bidonato per due volte. è stato qualcosa che son riuscito a non farmi schiacciar troppo dalle mie ossessioni perfezionistiche. un po' anche perché dopo aver tagliato per quattro volte la stessa piastrella, pensi che va comunque bene così, e tanto poi manca anora la fuga a coprire i difettucci. è stata la cosa materica più complicata abbia fatto, ben lontano dalle operazioni e paradigmi dell'hard-gardening. è stata un'involontaria supponenza artigiana, quanto meno per una prima volta, peraltro complicazione che si è rivelata inutile: matreme lo immaginava decisamente più semplice. il cane, sempre più incollato ai piedi, inzaccherato di polvere rosso-mattone e probabilmente disturbato dalle frequenze ultra-soniche della fresa che modellava le piastrelle. niente musica. praticamente nessuna psicopippa., tanto che il post è una psicopippa ex-post. ma non sento le gudvaibrescion di quando accade durtante l'attività lavoratoria, ed il post mi si compone in mente, come dovessi semplicemente leggerlo. niente di tutto ciò, a 'sto giro. e mai come a 'sto giro avevo fatto niente di tutto ciò [azz, un altro chiaso. uau].

insomma. anche quest'anno è andata, pagato il fio al sussulto artigianus. ancora una volta ho [ri-]capito che là dove manca l'esperienza, compenso con il lavoro da mulo. nel senso che spremo polmoni, ghiandole sudorifere, articolazioni per venirne a capo. possibilmente con un lavoro che da quando è finito non titilli la mia ossessione perfezionistica nel fare qualcosa, ma forse mica solo in quello.

unica speculazione, a 'sto giro, dove ho costruito, con poco caldo e poca musica, non è stato piacevole dal punto di vista endorfinico, ma più che altro una sottile forma d'anZia, dove non riesco ad apprezzare appieno il risultato, non foss'altro perché sta chiuso ner cesso ed è lì, in un angolo doccioso.

però va bene così ugualmente.

torno - al momento, fino ad eventuale svolta - al codice più o meno webbistico. e pensare che, iperbolicamente [ma fino ad un certo punto] pure questo ha un'anima artigiana.

i post, come in tutto questo blogggghe del resto, non riescono a venir succinti. deve essere una questione di bloggggghe.

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