Friday, June 13, 2014

la mia amica alba psicalchemica a cinque stelle

questo è un post che ho in mente da quasi venti giorni. solo che sono stato un po' trascinato da altri pensieri e da non voglie di provar a buttar giù i pensieri.

a dire il vero la domanda di fondo ce l'ho in testa da almeno sedici mesi.

da quando il movimentocinquestelle ha praticamente fatto il botto alle elezioni del 2013. e la mia amica alba scrisse di quella vittoria con soddisfazione elegante, coerente con l'eleganza che la contraddistingue. si sentiva immersa in quel vento che quel risultato, secondo lei, rappresentava. un vento carico di voglia di fare, freschezza della volontà onesta e senza secondi fini. l'energia del cambiamento che si portava appresso. io commentai non proprio entusiasta, un po' di ironia a mascherare la profonda delusione per il risultato elettorale: soprattutto per il fatto non fosse affondato il putridume del centrodestra. che fosse un putridume è plasticamente testimoniato dal fatto che, dopo poco più di un anno, sono praticamente al liberi tutti, e gente con la faccia più tonda del culo.

il movimento lo osservavo scettico. già trovavo pericolosamente insopportabili i due padripadroni al comando. e mi domandavo: che c'entra la mia amica alba con questi qui?

poi le cose sono andate come più o meno si sanno. venticinquepercento dei voti in congelatore. l'arroccarsi su posizioni puristico-incontaminate. le larghe intese uberalles conseguenti. non che gli altri si siano comportati in maniera specchiata. anzi.

li osservavo. quel poliedrico porsi al di sopra degli altri. con la contrapposizione noi-voi. la banalizzazione quasi offensiva per chi la dice del: sono tutti uguali. l'incapacità di vedere la mediazione come il punto di sintesi tra visuali diverse e [quasi] sempre lecite. ed ogni volta, un retropensiero: ma alba, che c'entra con loro? perché di infervorati pentastellati ne conosco. e lei mi appariva [e mi appare] com un aliena, al confronto della variegata galassia di quei convinti assertori del fatto che èèunaguerraaaaaaa. posto che [quasi] tutte le posizioni sono sacrosantemente da difendere. però uno, una personale classifica interna di lontano-vicinanza, la può fare con le proprie, no?

poi è successo che alle elezioni europee non hanno fatto #vinciamonoi. quindi figurarsi il famoso cinquantunopercento, che è l'unico modo che hanno di poter fare la loro rivoluzione, non volendo salire a mediare. [con una certa coerenza, per il semplice fatto la rivoluzione, non si può fare con la sintesi dei punti di vista].

la mia amica alba ha scritto anche a quel giro. ed il suo commento iniziava con "ci siamo rimasti male, noi del movimento cinque stelle di come sono andate le cose". una delusione espressa in modo elegante, in maniera coerente con l'eleganza che la contraddistingue. eleganza e analisi di quanto fosse successo che non ho sentito nei suoi omologhi. e da qui, ancora più, intensa la domanda. "che cosa c'entra alba con tutto questo?".

non gliel'ho chiesto. e con una certa tracotanza glielo domando qui, direttamente dove le dissi avrei scritto. qualche pezzo di risposta me la sono financo data. quella più ovvia è quella che tiene in considerazione il contesto socio-politico dove vive. e di come i sindaci cinquestelle abbiano trionfato in realtà dove lo status quo politico dirigenziale, non solo appare ma forse è mediamente, compromesso in modo serio con alcune logiche. e i cinquestellati, forse più che in altri luoghi, sono sospinti da una necessità quasi vitale di provare a cambiare le cose. che ci riescano, con la protervia dell'esclusività noi-loro, mi pare tecnicamente non probabilissimo. e per certi aspetti mi auguro che non lo facciano così, ma proprio per onorare compiutamente il senso democratico, e della dialettica delle cose. due persone che la pensano in maniera non univoca non sono quello che uno è mortomortomorto l'altro è quello etico: sono la possibilità di avere una visione più ampia.

io non so cosa c'entri la mia amica alba con quelli che hanno fatto soffiar lo zeitgeist cinquestellico in direzioni che a me proprio non piacciono. probabilmente poco, ma perché mi arrogo l'idea di aver vagamente intuito qual è il suo personalissimo, di zeitgeist. se mi sbaglio ci dormiremo tutti sopra serenamente. se invece non mi sbaglio allora che escano come maggioritari coloro che sono consimili alla mia amica alba. anche perchè se i penstastellici si liberano del duo al comando non hanno che da guadagnarci. se si perde il potenziale desiderio di cambiamento che passa anche da quelle parti, come dalla mia amcia alba, è un peccato per tutti. [il finale è parzialmente una cit.]

3 comments:

  1. Personalmente, e te lo dico da donna di sinistra (di estrema sinistra se proprio vogliamo puntualizzare che i pciciotti non li sopportavo neanche al liceo) sono stanca di questo impasto e di questi imbrogli che purtroppo so bene hanno contaminato anche me, perché pur sapendo mille cose (che poi sappiamo tutti) non ho la forza e la tenacia per denunciarle e in moltissime situazioni finisco col considerarle semplici danni collaterali del pseudo benessere in cui ancora molti di noi stanno. E vengo al punto, visto che si dà tutto per scontato, visto che l'indignazione dura come un'ombra, visto che la fiducia che qualcosa dall'alto si muova per garantirci uno straccio di futuro dignitoso sento che è tempo che ci si rimbocchi le maniche, si partecipi, si eserciti una pressione ed un controllo a tutti questi meccanismi malati in cui siamo dentro, coinvolgendo tutti quelli che abbiano ancora qualche principio sano nel cuore e nella testa e credano che non per forza dobbiamo fare la fine dei soreci (topi). In questo movimento appezzottato fatto da sfigati, illusi e idealisti di varia natura io vedo una possibilità, se non di governare almeno di ricordare a tutti che hanno veramente esagerato, che devono tenere a bada la loro tracotanza ed almeno provare ad aggiustare il tiro. Concludo dicendo che il vero problema del movimento non è Grillo (di cui abbiamo ancora bisogno) o lo stile out out con cui si affrontano i problemi o il settarismo o il presunto puritanesimo, il vero problema è che abbiamo bisogno di gente competente e coraggiosa che non si sia ancora persa nei meandri del nostro sistema impastato di potere, che sia disposta a faticare per qualificare i nostri interventi, perché per evitare che ci spazzino via con un colpo di spugna possiamo solo diventare molto bravi, molto capaci, molto competenti per muovere attacchi credibili e soprattutto portare avanti progetti nuovi, altri. Gli onesti, spesso, non sono persone troppo affamate e brillanti, purtroppo... Ti abbraccio forte amico mio e se riesci a non storcere troppo il naso, vatteli a vedere di persona sti grillini, sarebbe troppo bello scoprire che sei disposto a dare una mano :)

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  2. Carissimo amico mio, bisognerebbe essere presbiti forti, e sì che l'età avanza, per non vedere i grossi limiti che un movimento così composito possa avere, e sciocchi per non comprendere che la semplice logica di un movimento senza una struttura ideologica forte, ma con qualche ottima idea di base, è naturale si debba sostenere con la forza di un leader fosse anche un po' emotivo o poco raffinato. Nessun pentastellato intelligente immagina che basti poco per fare una rivoluzione, tra l'altro proprio chi è attivista sa bene quanto sia difficile farsi ascoltare e convincere e soprattutto mobilitare nella pratica le persone a cause sacrosante che non hanno neanche bisogno di essere spiegate visto che le insegniamo ai bambini delle scuole elementari quando gli parliamo di principi come democrazia, partecipazione, guerra all'illegalità in tutte le sue forme, alle caste, agli strapoteri... La questione vera è che la realtà italiana è come impastata di materiale viziato, talmente impastata che ci siamo tutti dentro fino al collo, se solo per un attimo potessimo essere onesti con noi stessi e con gli altri, dovremmo dire a gran voce alcune sacrosante verità: anche tu saprai bene amico mio che nessuna carriera nasce da competenza professionale e qualità, posso parlarti della sanità che conosco bene, ma tu potresti parlarmi di università, pubblica amministrazione, aziende a partecipazione statale e non, sappiamo bene entrambi che qualunque obiettivo anche ridicolo passa per un sistema tritacarne dove dovrai vendere il tuo sedere a qualcuno, pena restare ai margini o faticare come un cane per conseguire un decimo degli obiettivi che ti eri prefissato, sappiamo entrambi che nessuna gara d'appalto è vera, nessun concorso è autentico, nessuna informazione è onesta e l'ipocrisia di un Renzi o di un Letta o di un Bersani o di un Monti, dovremmo essere solo dei bambini ingenui, per non vederla.

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  3. La mia risposta è troppo lunga per cui te la invio in due post, troverai sicuramente l'ordine giusto, stavolta sono stata più prolissa di te

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