Monday, March 10, 2014

ispirazionismi

ho finito un altro libro, qualche settimana fa.
quello di augias [e vannini] "inchiesta su maria". un libro miniera, per certi versi.
ad un certo punto si fa un curioso parallelo: la visionarietà delle "mistiche" [a guardarle con distaccato razionalismo qualcosa di prossimo la follia, dal mio punto di vista] e la "necessità" di espressioni di un artista. la forza dell'opera d'arte che sgorga da analoghi desideri o stati di necessità, ogni opera d'arte resta anch'essa a metà tra visibile e invisibile.
in un altro punto si ricorda di come la creazione "artistica", spesso, sia una sorta di bacino di decantazione per un malessere del vivere che chiede di essere spiegato, acciocché non sopraffagga: evitando una sorta di di apoptosi per via psichica. la figuratissima valvola di sfogo, insomma. il malessere che, tossina, si fa causa scatenante, ispirazione poliedrica, humus da coltivazione per qualcosa che nasce dal di dentro, che poi trascende l'autore stesso.
ecco.
facendo le proporzioni, con le opportune riduzioni a millesimi, mi sovveniva e constatavo, mentre leggevo quelle pagine, che avevo praticamente smesso di scrivere. soprattutto i post.
fatte le debite proporzioni, con le opportune riduzioni a millesimi, mi sono rimesso a scrivere. molta ispirazione e voglia di buttarla in cose piene di refusi. tipo la mia esistenza.

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