Saturday, January 25, 2014

vien da capire perché, a 'sto punto, scriverla

il fatto è che uno può anche leggere un milione di libri.
poi, che ne so, uno legge "le correzioni", o roth e la sua pastorale. e quindi, dal bordo del fiume che guarda l'acqua che scorre senza per questo aspettare nessuno, legge osservando quello che è scritto. e potrebbe anche domandarsi: ma a 'sto punto, che diavolo scrivo a fare?
domanda peraltro nemmeno così originale. figurarsi la notizia che uno smette di farlo, senza averlo mai iniziato.
però, ecco, non c'è mica solo la possibilità di malleare parole, storie, evocazioni di chiunque sia grande a scrivere.
ci sono le auto-scritture. quelle auto-terapeutiche. quelle auto-psicopipponiche. quelle auto-responsabili.
o semplicemente per il puro cazzaramento di buttarle giù, quel frullato smucinamento di parole. che non passano per la lingua, parlata. ma per le idee più o meno disconnesse di quando il pensiero fluttua: disconnesso dal principio della realtà un po' zavorrante da cui ci si disconnette parzialmente. chi usa l'erba, chi la birra o il vermentino, chi l'emozione che strugge quando nemmeno ce lo si aspetta.
e quindi qualsiasi scusa può venir buona.
dal tramonto che si è spostato un po' più in là in quindici giorni, significativamente più in là.
dalle scalate concettuali piuttosto che dal camminare per sentieri, di sera, con le fiammelle di una piccola lanterna.
dai letti che tornano - struggentemente - ad essere freddi, per quanto più spaziosi, e sì, appizza pure: t'accorgerai che alle luci accese e dopo spente soli ci si ritorna, o si è, o non si riuscirà ad uscire - posto lo si voglia, o dubbi tipo delle cose così.
insomma. tutte queste eco qui.
e quindi perché non ricominciare. anche staccandosi da dove si viene. anche se si viene da parecchie parti e si va verso il chi, il come, il quando, il dove è ancora un boh? il perché invece è consapevolmente chiaro.
ricomincio, quivi. perché vengo da queste eco qui. ed è giusto continuar ad andare.
tipo la stessa ragione del viaggio viaggiare.

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